Media Center | 3GATTI

Media Center

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The media center is more a living organism than a conventional building.
It behaves like a living lung that increase its volume to let the new air flow inside and reduce its volume trough elastic mechanical membranes to let the air go out.
Thanks to projections also the color of its skin changes following the interior happenings, the weather and many other factors. So the people around will start to understand its mood and events just looking at it and interacting with it exactly like they can do with a living animal.

该中心相对于一座传统建筑更类似于一个有生命的有机体。
它的变化节奏就像一个活体肺,通过机械制动的弹力膜层将空气“吸入呼出”,并制造出有律动感的室内空间。
与此同时,再通过投影仪使外立面也根据内部投影、天气或其他外力因素呈现出千变万化的效果。而人们也可以通过这样的变化“感知”它的情绪,并真正地像与一个活体生物一般相互影响与互动。

[1] 3gatti.com




[2] media-center

Il progetto che ho sviluppato riguarda un centro per i media a Roma.

Per media-center intendo un edificio polifunzionale che racchiuda in se:
cinema multisala, centro produzione video-musica-realtà virtuale, installazioni multimediali galleria d’arte contemporanea o comunque tutto cio che riguarda l’interction-design.

Ritengo che a roma manchino spazi dedicati a queste nuove forme di linguaggi e che comunque l’uomo contemporano sente sempre piu sue queste nuove tecnologie usandole tramite nuove protesi artificiali-digitali quali: i telefoni cellulari, televisori, internet, lettori cd ecc. ma facendo questi mezzi tendere tendere ad una alienazione fisica, egli sente sempre piu anche la necessita di un luogo si tecnologico, ma anche di concreta ed immediata socialità.


[3] ubicazione

Per quanto riguarda la scelta del sito dove ubicare il centro, considerando che al suo interno prevedo anche un cinema multisala, ho fatto un attento studio del bacino di utenza e dei tempi di percorrimento rendendomi conto che il settore sud-ovest di roma è gia saturo di multisala e che quindi la scelta si doveva riversare nella zona nord-est.
In particolare l’area prescelta è stata quella adiacente al G.R.A. dove incrocia la via nomentana, considerando il fatto che era uno dei pochissimi terreni ancora non vincolati che si trovano adiacenti al raccordo.


[4] G.R.A.

perché il raccordo anulare?!…
probabilmente se avessi dovuto scegliere una strada 3 secoli fa avrei senza dubbio scelto via del corso, allora via piu importante di roma, ma oggi, in una società (nostro malgrado) basata sull’automobile, sicuramente il G.R.A. è la via piu importante della capitale.


[5] territorio

Le caratteristiche di questo sito sono quelle tipiche di tutta quella fascia di città in cui la campagna romana penetra nell’abitato creando paesaggi tipici dei margini delle metropoli, dove mancano tutti i connotati della citta e tutti quelli della campagna: un non luogo ricco comunque di spunti progettuali ma privo di architetture e segni importanti sul territorio


[6] land-mark

e proprio come forte segno sul territorio si vuole posare qui il mio progetto, un riferimento chiaro, un land-mark immediatamente riconoscibile.




[7] monolito

La scelta è stata quella di accorpare tutto in un unico organismo compatto staccato dal suolo per rispettare la campagna circostante rimasta cosi sgombra.
L’edificio si presenta come un enorme monolite, simbolo carico di profondi significati primordiali, e apparentemente in contrasto con la superficialità del mondo delle immagini e della comunicazione che esso rappresenta.
Questo oggetto ha una vocazione intrinseca al mondo della comunicazione in quanto si pone sul territorio come si potrebbe porre un cartellone pubblicitario, come un punto di attrazione per chi passa sul raccordo e sulla nomentana.


[8] organismo vivente

Questo monolite nasconde in se un’ambiguità camaleontica, infatti, grazie a dei sensori, come un organismo vivente è dotato di vista, udito, gusto, olfatto e tatto, ed è grazie ad essi che reagisce agli stimoli che gli provengono dal mondo esterno variando nei comportamenti, nella forma e nel colore della pelle che reagisce trasmettendo informazioni verso l’esterno sotto forma di luci, suoni, scritte e movimenti…


[9] mutazioni

Tecnicamente tutto cio sara possibile grazie a una serie di sensori artificiali quali: telecamere, microfoni, fotocellule sensibili alla luce, sensori all’umidità, al vento, allo smog. Che daranno informazioni ad un software dedicato che gestirà i comportamenti dell’edificio che avrà diverse reazioni a seconda della luce, del vento, della pioggia, del traffico presente sul raccordo, del numero di persone presenti all’interno dell’edificio, dei rumori…ecc.
Le mutazioni piu visibili saranno: primo, il gonfiarsi della membrana esterna, reso possibile da una serie di pistoni che agiscono su di essa grazie a dei corpi flettenti in fibra sintetica, secondo: il cambiamento di colore reso possibile da proiettori interni che oltre a modificare il colore dell’edificio potranno trasmettere messaggi, immagini e video di ogni genere.

[9] respirazione

Funzionalmente il controllo bioclimatico dell’edificio è gestito dal gonfiarsi ciclico della membrana che come un polmone, nei momenti di massima apertura, aprendo delle valvole in vari punti, farà entrare l’aria, e nei momenti di volume minimo, ci sarà luscita dall’altra parte dell’edificio. Le sale invece, per evidenti problemi di rumorosità e confort ambientale avranno un sistema di areazione tradizionale.

Le verifiche tecniche di questo sistema sono state studiate insieme al’ingegnere areospaziale Giuliano Ranuzzi. Abbiamo studiato al livello preliminare l’interazione dei flussi areodinamici, calcolando i campi di moto e i campi di pressione egli sforzi sulla struttura.


[10] riferimenti

I riferimenti sono chiari: a partire dalla torre dei venti di toyo ito che muta a seconda degli eventi esterni ad essa, l’uovo dei venti, juan nouvel con l’istituto del mondo arabo che ha comportamenti riispetto alla luce, lo showbourgplein dove ci sono lampade meccaniche gestite dagli utenti stessi , lo ZKM di koolas… fino ad arrivare a esempi piu recenti come quello dei nox e di oosterius con le sue ambientazioni interattive, decoi con le sue superfici mobili, leeser con i suoi sofisticati dispositivi interattivi


[11] contaminazioni

Con questa architettura interattiva spero di essermi avvicinato e confrontato con altri mondi piu vicini alla gente, quali quello della pubblicità, la televisione, la moda e in generale di tutte le arti visive, con suggestioni provenienti da mondi organici e da mondi digitali.






ricerca sul "medium"
giugno 2001

L’edificio inteso come medium è un edificio attraverso cui si diffondono le informazioni. L’era dell’elettronica e dell’informatica presuppone “proiezione, mutazione, simulazione” come le tre parole chiave ispiratrici di un architettura che sposta sempre più i suoi contenuti verso l’esterno in un luogo compreso fra l’immediatezza e la superficialità, un architettura che si fa sempre più schermo, supporto neutro di immagini realmente parlanti. Se ciò accade le parole emanate dall’architettura potranno confrontarsi “finalmente” con la moda, la pubblicità e la televisione.
Un esempio potrebbero essere le installazioni di Toyo Ito, più vicine alle arti visive piuttosto che ad architetture vere e proprie quindi esteticamente autonome e non finalizzate in una funzione, riescono ad esprimere la linea estetica contemporanea del “taglia e incolla” mettendo insieme immagini di diversa provenienza, in un campionamento disinvolto e disincantato liberato dalla citazione come omaggio, dal virgolettato, dalla dicotomia originale-copia. In una società assuefatta a forme di comunicazione sempre più estreme e sofisticate si vuole alzare il tasso di shock utilizzando grandi dimensioni, colori saturi relazionandosi alle immagini pubblicitarie.


Nuove tecnologie

Analizzando le tecnologie impiegate nella realizzazione di questo tipo di edifici si può vedere che l’involucro diventa sempre più secondario, mentre acquistano peso le prestazioni, i sistemi di rilevamento, i controlli bioclimatici, i dispositivi tecnici.
Nell’edificio il sistema nervoso sta prendendo il sopravvento sull‘ossatura e sulla muscolatura.
La massa muraria ottocentesca supplisce con la sua inerzia al variare della temperatura, la parete innovativa, invece, attivando dei sensori reagisce al variare delle situazioni esterne, producendo mutamento, è quindi leggera, flessibile e fragile. Non sarà come prima una barriera fisica all‘informazione, ma invece sensibile; un trasmettitore che comunica per attivare strategie adeguate, l’edificio vive di contatti con l’esterno funziona come una pelle un sistema nervoso, una membrana. Il muro-filtro riceve e trasmette molte informazioni proprio come un “televisore” creando proprio uno spazio medium attraverso cui si può passare captando le informazioni che lo strutturano.
E come furono gli ingegneri ottocenteschi a sviluppare il cemento armato, così saranno ancora loro nel nuovo millennio a sviluppare l’edificio intelligente ed ecologico, e come prima gli architetti saranno costretti a dare forma a questa nuova poetica del mutamento e dell’informazione, non con le ossature dei pilotis che esprimono l’era elettrica della macchina ma con pareti sensibili dove il corpo cede il posto al sistema nervoso esprimendo la nuova era informatica:
pareti come quella dell’istituto del mondo arabo a Parigi, che ancora non ha fatto sua completamente la nuova poetica, completamente sensibile alla luce ma affaticata da riferimenti formali fin troppo scoperti della cultura araba analogamente alle pareti di cemento della casa a rue Franklin con l’ossatura in cemento non ancora liberata dal retaggio classicista ottocentesco.


Riferimenti

Parlando di spazi “medium” nella rivoluzione informatica e quindi anche di spazi dell’elettronica si possono distinguere varie tendenze e varie tipologie di installazioni e di edifici:

Edifici come membrana, pattern e trasparenze

L’edificio tradizionale trova il suo equilibrio con l’interagire il meno possibile con l’ambiente, quello tecnologicamente avanzato vive di contatti con l’esterno, funziona come una pelle, un sistema nervoso, una membrana.

- Fondazione e Fabbrica Cartier (Jean Nouvel)
- Istituto del Mondo Arabo (Jean Nouvel)
- Teatro a Blois (Herzog, De Meuron)
- Uovo dei Venti, Torre dei Venti (Toyo Ito)
- Mediateca di Sendai (Toyo Ito)
- ZKM Zentrum fur Kunst und Mediotechnologie a Karlsruhe (Rem Koolhaas)


Le parole e l’immagine

Sono di recente comparsa architetture sulle cui superfici vi è la presenza di scritte, messaggi e parole comunicanti, ma è un fenomeno di contemporaneità come un ritorno a una pratica molto diffusa nel passato. E’ anche un tentativo di confrontarsi sul piano della comunicazione con l’istantaneità dei messaggi mass-mediologici creando ibridi fra edifici e cartelloni pubblicitari.

- Centro Ponpidou progetto di concorso (R. Piano, R. Rogers, G. Franchini
- Fondazione e Fabbrica Cartier (Jean Nouvel)
- Galeries Lafayette a Berlino (Jean Nouvel)
- Teatro a Blois (Herzog, De Meuron)
- Installazione al Gugghenheim Museum NY (J. Holzer)
- “Protect me from what I want” (J. Holzer)
- “Neon Electrical Light English Glass Letters” (J. Kosuth)


Nuovi spazi dell’elettronica

Spazi nuovi, resi più stimolanti e aperti alla costruzione personale dell’utente, deformazioni dello spazio euclideo rese possibili grazie a nuovi strumenti dell’elettronica in grado di controllare spazi tridimensionali molto complessi.

- Sities of Reversible Density (Arakawa, Madeline Gins)
- Progetto di concorso per la Biblioteca Universitaria di Parigi (Rem Koolhaas)
- Sala dei Sogni (Toyo Ito)
- Ampliamento del Victoria & Albert Museum a Londra (Daniel Libeskind)
- Gugghenheim Museum di Bilbao (Frank Owen Ghery)
- Max Reinhardt Haus a Berino (P. Eisenman)
- Facoltà di Architettura a Cincinnati (P. Eisenman)
- La Géode a Parigi (A. Fainsilber)
- Centro espositivo “Meteorite” a Essen in Germania (Proppeller z)

- ZKM Zentrum fur Kunst und Mediotechnologie a Karlsruhe (Rem Koolhaas)
- Progetto di concorso per la Biblioteca Universitaria di Parigi (Rem Koolhaas)
- Centro Ponpidou progetto di concorso (R. Piano, R. Rogers, G. Franchini)
- Mediateca di Sendai (Toyo Ito)
- Sala dei Sogni, Uovo dei Venti, Torre dei Venti (Toyo Ito)
- Istituto del Mondo Arabo (Jean Nouvel)
- Fondazione e Fabbrica Cartier (Jean Nouvel)
- Galeries Lafayette a Berlino (Jean Nouvel)
- Teatro a Blois (Herzog, De Meuron)
- Sities of Reversible Density (Arakawa, Madeline Gins)
- Max Reinhardt Haus a Berino (P. Eisenman)
- Facoltà di Architettura a Cincinnati (P. Eisenman)
- Aquatorium a Chattanooga (J. Wines, gruppo SITE)
- Multisala cinematografica Pathé a Rotterdam (Geuze, Van Velsen)
- La Géode a Parigi (A. Fainsilber)
- Atlantis al Futurscope Park a Poitiers (D. Laming)

“Si compra prima la narrazione, l’utopia di vita che il prodotto promette, poi la sua forma, e si dà assolutamente per scontato che esso funzioni. Il contenitore stravince sul contenuto.”

architecture firm: 3GATTI
chief architect: Francesco Gatti

media consultant:
Sergio Paolantonio - media designer

mechanical consultant:
Marco Greco - mechanical engineer

ventilation consultant:
Giuliano Ranuzzi - aerospace engineer

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